Logo Laura De NardiLaura De NardiPsicologa · Psicomotricista

Corpo · Gioco · Relazione

PsicomotricitàRelazionale

Una pratica educativa e preventiva che accompagna il bambino nella crescita attraverso ciò che gli è più naturale: muoversi, giocare, stare in relazione.

La sala di psicomotricità: pavimento in legno, moduli morbidi in tonalità salvia e luce naturale

Che cos’è

Uno spazio, un tempo, una presenza

La psicomotricità relazionale si svolge in una sala attrezzata con materiali morbidi, teli, cuscini e oggetti che il bambino può usare liberamente. Non ci sono esercizi da eseguire né prestazioni da raggiungere.

Il mio ruolo è quello di una presenza attenta: accolgo ciò che il bambino porta, partecipo al gioco quando è utile, resto in ascolto quando è meglio lasciare spazio. Alcune regole semplici e stabili — non farsi male, non fare male, non rompere — definiscono un contesto sicuro.

Perché il corpo

Il corpo nella prima infanzia

Prima che il linguaggio verbale diventi lo strumento principale, il bambino pensa e comunica con il corpo. Il movimento, il contatto, la distanza e il ritmo sono i suoi modi di raccontare come sta.

Osservare il corpo significa quindi accedere a informazioni che le parole, a quell’età, non possono ancora restituire.

Perché la relazione

Il gioco spontaneo e l’altro

Il gioco spontaneo non è un riempitivo: è il linguaggio con cui il bambino rielabora esperienze, prova ruoli, mette alla prova emozioni forti in una forma sostenibile.

Perché questo accada serve qualcuno che sappia esserci senza dirigere. È nella relazione con l’adulto e con i pari che il gioco assume valore evolutivo.

Tre forme di gioco

Come si evolve il gioco del bambino

01

Gioco sensomotorio

Il piacere del movimento: saltare, rotolare, dondolare, arrampicarsi. È il modo in cui il bambino scopre il proprio corpo e lo spazio che lo circonda, sperimentando equilibrio, forza e limiti.

02

Gioco simbolico

Attraverso il gioco del “come se” il bambino può rappresentare, esprimere ed elaborare emozioni, vissuti interni e difficoltà, dando loro una forma che può essere condivisa.

03

Gioco di socializzazione

Il gruppo dei pari diventa uno spazio in cui scoprire somiglianze e differenze, negoziare, collaborare e costruire modalità di relazione con gli altri.

A cosa tende il lavoro

Direzioni, non risultati garantiti

Ogni bambino ha tempi propri. Questi sono gli orizzonti verso cui il lavoro si muove, non promesse.

Benessere

Favorire un’esperienza positiva di sé nel corpo e nella relazione.

Prevenzione

Cogliere precocemente segnali di disagio, prima che si strutturino.

Autonomia

Sostenere la fiducia nel fare da sé e nel chiedere aiuto quando serve.

Creatività

Ampliare le modalità espressive e la capacità di immaginare.

Collaborazione

Sperimentare l’incontro con l’altro, tra desiderio e regola.

Autostima e autoefficacia

Riconoscere le proprie capacità e il proprio valore.

Anelli in legno impilati e tessuto in lino salvia, materiali usati nel gioco

Per iniziare

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